La riconfigurazione, il reset e l’aggiornamento di un dispositivo Ekiller spettano al produttore, Sainvent S.r.l. Sono operazioni che agiscono sul firmware, sui certificati di autenticazione e sulla gestione dei dati probatori, e per questo restano nel perimetro di chi ha progettato e costruito il dispositivo. È la via che preserva la sicurezza dei dati, la garanzia e la validità delle prove.
In questo articolo “fototrappole” indica i sistemi professionali di videosorveglianza mobile per il contrasto ai reati ambientali. Sono dispositivi che producono materiale con valore probatorio e trattano dati personali dei cittadini: da qui l’importanza di gestirli con il metodo corretto.
Un Comando che sceglie Ekiller riceve una garanzia che copre l’intero funzionamento del dispositivo, sul piano hardware e su quello software. Per questo non deve farsi carico delle domande operative — come si aggiorna il firmware, come si riportano i parametri iniziali, chi interviene quando serve: a queste risposte pensa il produttore. L’assistenza tecnica e la formazione, incluse con lo strumento, accompagnano il Comando per garantire il miglior utilizzo di Ekiller nel tempo. Le pagine che seguono spiegano, con i termini che spesso si cercano online, perché questi interventi restano in capo a chi progetta e costruisce il dispositivo.
Chi può riconfigurare o resettare un Ekiller
La riconfigurazione e il reset di un Ekiller passano dal produttore. Le funzioni di configurazione avanzata risiedono nel firmware e nei certificati di autenticazione del dispositivo, i livelli che governano il modo in cui i dati vengono acquisiti, cifrati e trasmessi.
La ragione è tecnica prima ancora che formale. Un dispositivo Ekiller registra su microSD con crittografia AES-256 e chiave univoca per ogni unità, dentro una filiera dove chi progetta coincide con chi assiste. Quando serve riportare un dispositivo ai parametri iniziali o adattare la configurazione a nuove esigenze, se ne occupa direttamente chi lo ha costruito, mantenendo intatte le protezioni.
Conviene dirlo con chiarezza: reset e riconfigurazione sono interventi straordinari, rari nell’uso quotidiano. Il Comando non deve gestirli in proprio, né procurarsi strumenti o guide. Sceglie lo strumento e lo usa; di configurazione e ripristino risponde il produttore, nell’ambito della garanzia e dell’eventuale estensione.
Come funzionano gli aggiornamenti di Ekiller
Gli aggiornamenti di Ekiller arrivano dal produttore, insieme all’assistenza e alla formazione. Un aggiornamento nasce da chi ha progettato firmware e piattaforma: interviene sulle stesse componenti che gestiscono le immagini e la loro sicurezza, e per questo segue un percorso controllato.
Vale l’analogia con l’automobile. Gli interventi sulla centralina passano dalla casa costruttrice e dalla rete autorizzata, perché toccano l’omologazione e la garanzia del mezzo. Con una fototrappola professionale il perimetro è lo stesso, con un elemento in più: le immagini raccolte hanno valore di prova e contengono dati personali dei cittadini.
Per il Comando questo significa una cosa semplice: degli aggiornamenti non deve occuparsi. Il produttore li rilascia e li installa nell’ambito dell’assistenza inclusa, e mantiene il dispositivo allineato nel tempo, con software e firmware coerenti con le certificazioni e la garanzia. Un ciclo di aggiornamento ordinato fa parte della qualità del prodotto, quanto le sue caratteristiche tecniche.
Aprire un Ekiller: perché non serve e a chi spetta
Partiamo dal punto che conta di più: nell’uso quotidiano un Ekiller non va aperto. L’apertura e la manutenzione interna spettano esclusivamente al produttore, e sono interventi straordinari che un Comando non deve mai affrontare in proprio.
Il dispositivo integra una protezione fisica pensata per la sua funzione — gabbia in acciaio inox, doppio lucchetto e catena antisabotaggio, con la microSD gestita solo tramite interfaccia software sicura. Le eventuali riparazioni o sostituzioni interne le esegue direttamente Sainvent, nell’ambito della garanzia e dell’eventuale estensione: il Comando consegna il caso al produttore e riceve il dispositivo pronto all’uso, senza procurarsi attrezzature, guide o tecnici.
Il messaggio è semplice: con Ekiller il Comando sceglie uno strumento probatorio di cui il produttore garantisce funzionamento e manutenzione, senza doversi occupare di smontaggi o riconfigurazioni. Le protezioni fisiche tutelano l’integrità del materiale raccolto e la catena che ne sostiene il valore in sede di accertamento.
Videosorveglianza, GDPR e D.Lgs. 51/2018: chi risponde dei dati
La gestione delle immagini poggia su due regimi normativi, e distinguerli aiuta il Comando a muoversi con sicurezza. La videosorveglianza installata per prevenire e dissuadere rientra nel GDPR (Reg. UE 2016/679), in particolare gli articoli 25 (privacy by design) e 32 (sicurezza del trattamento). Quando le immagini servono ad accertare uno specifico reato, la Polizia Locale opera come polizia giudiziaria (art. 55 c.p.p.) e il trattamento rientra nel D.Lgs. 51/2018, attuazione della Direttiva UE 2016/680.
In entrambi i regimi il Comune resta titolare del trattamento: risponde della base giuridica, delle misure di sicurezza, della tracciabilità degli accessi e della valutazione d’impatto. Affidare la gestione delle immagini a un soggetto esterno richiede di nominarlo formalmente responsabile del trattamento (art. 28 GDPR, con disposizioni analoghe nel D.Lgs. 51/2018) e di mantenere il controllo sui dati e sulle credenziali.
La responsabilità, in altre parole, segue il titolare. Il Garante ha già sanzionato Comuni per videosorveglianza gestita fuori dalle regole: il caso del Comune di Taranto (ordinanza 28 aprile 2022) si è chiuso con 150.000 euro, per mancata valutazione d’impatto, mancata nomina a responsabile e informativa assente. Un quadro completo dei riferimenti è nella pagina Normativa del sito.
Cloud e qualificazione ACN del servizio Ekiller
La gestione delle immagini avviene dentro un perimetro qualificato. Il software di gestione Ekiller VMS è iscritto nel catalogo dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (scheda ACN SA-6240, fornitore Sainvent S.r.l.) e opera in un ecosistema certificato ISO/IEC 27001, 27017 e 27018.
Questo perimetro porta un vantaggio pratico per l’ente. La qualificazione ACN e le certificazioni riguardano il servizio Ekiller e restano legate a quel perimetro: tenere le immagini all’interno dell’ambiente qualificato mantiene il trattamento su un’infrastruttura verificata, con l’onere della conformità sostenuto dalla filiera che progetta e gestisce il servizio. La sicurezza di un trattamento si misura nel sapere chi accede ai dati, quando e con quale titolo: gli accessi a Ekiller sono profilati per ruolo, con credenziali univoche e log sempre attivi.
Integrità del dato e valore probatorio
La tenuta di una prova si costruisce, passaggio dopo passaggio. Dipende dalla nitidezza dell’immagine, dall’integrità del dato, dalla tracciabilità degli accessi e da una catena di custodia ordinata (art. 234 c.p.p.). La Corte di Cassazione (sent. n. 12476/2024) richiede immagini nitide e affidabili perché costituiscano un indizio grave e preciso: un fotogramma debole resta un fotogramma.
Le misure di Ekiller sostengono proprio questi requisiti. La crittografia AES-256 con chiave univoca per dispositivo protegge il dato anche in caso di accesso fisico alla microSD; la profilazione degli accessi con log documenta chi ha operato sul materiale; la protezione fisica preserva il supporto. Insieme, queste misure sostengono l’integrità e la tracciabilità delle immagini.
Un intervento esterno su firmware, crittografia o infrastruttura può incrinare questa catena, e con essa la solidità della prova in giudizio o in sede di ricorso. Mantenere gli interventi nel canale del produttore conserva integri i requisiti su cui poggia il valore probatorio.
Le garanzie ufficiali: certificazioni, garanzia e assistenza
Il canale ufficiale porta con sé un insieme di garanzie. Il produttore mantiene un sistema qualità ISO 9001:2015 e un sistema per la sicurezza delle informazioni ISO/IEC 27001:2022, con le estensioni 27017 e 27018. Il prodotto arriva con una garanzia completa, con possibilità di estensione, e con l’assistenza tecnica e la formazione dedicate agli Agenti. Il dettaglio è nella pagina Certificazioni.
Per un Comando, restare nel perimetro ufficiale mantiene intatti quattro elementi in una volta sola: la sicurezza dei dati, la garanzia sul dispositivo, la conformità del trattamento e il valore delle prove. Chi vuole conoscere il produttore dietro il marchio trova l’articolo su chi produce Ekiller.
Come richiedere un intervento ufficiale
Per aggiornamenti, riconfigurazioni, assistenza o dubbi su un dispositivo Ekiller, il riferimento è il produttore. Un Comando può richiedere un intervento o una valutazione del proprio impianto compilando il modulo di contatto: la richiesta arriva a Sainvent, che progetta, costruisce e assiste i dispositivi Ekiller.
Si può riconfigurare o convertire un Ekiller su un’altra piattaforma?
La riconfigurazione di un Ekiller spetta al produttore. Nell’uso ordinario il Comando non ha bisogno di convertire o riconfigurare nulla: sceglie una videosorveglianza mobile già pronta e conforme, e di configurazione e aggiornamenti risponde chi la costruisce. Un intervento di terzi farebbe decadere garanzia, assistenza e validità del dato probatorio.
Come si resetta un Ekiller?
Il reset di un Ekiller passa dal produttore ed è un’operazione straordinaria. Nell’uso quotidiano il Comando non deve eseguire reset; quando serve riportare il dispositivo ai parametri iniziali se ne occupa chi lo ha costruito, nell’ambito della garanzia.
Come si apre un Ekiller in sicurezza?
L’apertura di un Ekiller spetta esclusivamente al produttore. Nell’uso quotidiano un Ekiller non va aperto: le eventuali riparazioni o sostituzioni interne sono interventi straordinari che esegue direttamente Sainvent, nell’ambito della garanzia. Il Comando non deve procurarsi strumenti o guide per intervenire.
Si può aggiornare un Ekiller tramite un’azienda esterna?
Gli aggiornamenti ufficiali di Ekiller arrivano solo dal produttore. Affidare un intervento su firmware o configurazione a un’azienda esterna significa uscire dal perimetro qualificato e rinunciare a ciò che rende Ekiller affidabile nel tempo: la formazione degli operatori, un’assistenza che risponde al terzo squillo, la garanzia e la sua estensione. È un rischio che ricade per intero sul Comando.
Qual è il quadro normativo per la videosorveglianza del Comune?
La videosorveglianza per prevenzione e deterrenza rientra nel GDPR (Reg. UE 2016/679, art. 25 e 32). L’accertamento di uno specifico reato da parte della Polizia Locale, come polizia giudiziaria (art. 55 c.p.p.), rientra nel D.Lgs. 51/2018. In entrambi i casi il Comune resta titolare del trattamento.
Si può aumentare l’autonomia di un Ekiller?
Sì. L’autonomia dell’F4 va da 5 a 22 giorni con i pacchi batteria aggiuntivi, e può essere estesa ulteriormente con pannelli solari aggiuntivi. Il modello Climb si autoalimenta già con pannelli solari. Gli interventi sull’alimentazione li cura il produttore, a tutela della garanzia.
Dopo un intervento esterno, i filmati restano validi come prova?
La validità probatoria dipende da integrità, tracciabilità degli accessi e catena di custodia (art. 234 c.p.p.). Un intervento esterno su firmware o crittografia può comprometterli. Mantenere gli interventi nel canale del produttore conserva i requisiti su cui poggia la prova.
Chi fornisce assistenza e aggiornamenti ufficiali per Ekiller?
L’assistenza e gli aggiornamenti ufficiali arrivano da Sainvent S.r.l., il produttore: supporto dedicato, aggiornamenti software e firmware, garanzia con estensione e formazione agli operatori.
Questo contenuto ha finalità informative; per il caso specifico vale sempre il parere del proprio DPO. La normativa evolve: conviene verificare gli aggiornamenti sulle fonti primarie.
Ultimo aggiornamento il 03/07/2026


