Fototrappole di notte: come contrastare l’abbandono rifiuti anche al buio

Fototrappola professionale in funzione di notte per il contrasto all'abbandono rifiuti

DISCLAIMER: In questo articolo, per semplicità, usiamo di tanto in tanto il termine “fototrappole”. Ma non indichiamo quegli strumenti di natura amatoriale dedicati a un uso faunistico. Piuttosto, parliamo di sistemi professionali di videosorveglianza mobile, progettati per il contrasto ai reati ambientali in movimento.


Le fototrappole di notte funzionano? La risposta breve è: dipende. E quel “dipende” fa tutta la differenza tra un Comune che sanziona con efficacia e uno che accumula filmati inutilizzabili.

Chi cerca informazioni sulla visione notturna delle fototrappole, di solito, parte da una domanda tecnica: vedono al buio? Leggono le targhe? Ma la vera domanda — quella che un Comandante di Polizia Locale o un Dirigente dell’Ufficio Tecnico dovrebbe porsi — è un’altra: ciò che registrano di notte ha valore probatorio? Regge in sede di contestazione?

Perché un filmato notturno sgranato, con una targa illeggibile e senza metadati certificati, non è semplicemente un filmato di bassa qualità. È un filmato che non serve a nulla. E se il sistema che l’ha prodotto era l’unico presidio su quell’area, significa che l’investimento non ha funzionato proprio nel momento in cui serviva di più.

In questa guida vediamo cosa distingue una fototrappola che registra di notte da una che produce prove di notte — e perché questa distinzione è il criterio di scelta più importante per chi deve contrastare l’abbandono rifiuti sul territorio.


La videosorveglianza mobile legge targhe anche di notte?

Sì, ma non tutte allo stesso modo. E qui sta il punto.

La maggior parte degli episodi di abbandono rifiuti avviene in orari serali e notturni. Chiunque gestisca un Comando di Polizia Locale lo sa per esperienza diretta: i sacchi compaiono durante la notte, i furgoni scaricano al buio, le piazzole si riempiono tra le 21 e le 5 del mattino. Come raccontava il già Comandante della Polizia Locale di Ribera, A. Novara: “Sacchi di spazzatura gettati in piena notte, vecchi mobili scaricati nei parcheggi, piazzole di sosta trasformate in discariche abusive. Sempre le stesse zone, sempre lo stesso problema.”

I numeri del fenomeno danno la misura dell’urgenza: secondo il Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente, nel 2024 i reati nel ciclo dei rifiuti sono stati 11.166 — in crescita del 19,9% rispetto all’anno precedente. Oltre 30 al giorno. E una quota rilevante di questi avviene in condizioni di scarsa o nulla illuminazione.

Tradotto in termini operativi: un sistema di videosorveglianza mobile che funziona bene solo di giorno copre la finestra temporale sbagliata. È come avere una pattuglia che smonta sempre un’ora prima del picco degli illeciti.

La Legge 147/2025 “Terra dei Fuochi” ha reso ancora più chiaro il ruolo della videosorveglianza: l’art. 255 del Testo Unico Ambientale prevede espressamente che l’accertamento delle violazioni possa avvenire senza contestazione immediata, attraverso le immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza. Ma le immagini devono essere di qualità sufficiente per identificare il responsabile e il veicolo. Di notte, questa non è una garanzia scontata — è una sfida tecnica che separa i sistemi professionali da quelli amatoriali.


Cosa significa davvero “vedere di notte” per una fototrappola

Quando un produttore scrive “visione notturna” nella scheda tecnica, non sta dicendo molto. Perché sotto quella stessa etichetta convivono tecnologie con capacità radicalmente diverse.

Vediamo i tre livelli principali, dal meno al più evoluto.

Livello 1 — LED infrarossi base (la fototrappola da hobbista). Il sistema emette luce infrarossa, invisibile all’occhio umano, e il sensore la usa per illuminare la scena. Il risultato è un’immagine in bianco e nero, con una portata limitata (in genere da 5 a 15 metri). Sufficiente per fotografare un cinghiale in un bosco. Del tutto insufficiente per leggere una targa a 15 metri in una strada secondaria. I dettagli si perdono, i contrasti si appiattiscono, i caratteri alfanumerici della targa diventano macchie indistinguibili.

Livello 2 — Sensori ad alta sensibilità con illuminatore IR integrato. Qui il salto è sostanziale. I sensori di nuova generazione (con pixel di grandi dimensioni e architettura retroilluminata) catturano molta più luce rispetto ai sensori standard, anche con illuminazione quasi assente. A complemento del sensore, un illuminatore a infrarossi integrato — cioè una fonte di luce IR montata direttamente nel dispositivo — proietta luce invisibile all’occhio umano sulla scena, permettendo al sensore di “vedere” anche in condizioni di buio totale. A differenza degli IR base del livello 1, qui l’illuminatore lavora in sinergia con un sensore molto più capace: il risultato sono immagini in alta definizione anche sotto 0,01 lux — una luminosità paragonabile a quella di una notte senza luna. La lettura targhe diventa possibile a distanze operative reali, perché il sensore riesce a restituire dettagli nitidi là dove un sensore standard produrrebbe solo rumore.

Livello 3 — Visione notturna a colori. I sensori più evoluti riescono a produrre immagini a colori anche in condizioni di luce minima, sfruttando anche la più piccola fonte di illuminazione ambientale (un lampione distante, la luce riflessa della luna). Il colore non è un dettaglio estetico: permette di distinguere il colore del veicolo, degli abiti, di un sacco — informazioni che in bianco e nero si perdono e che in un verbale possono fare la differenza.

Ma il sensore è solo metà della storia. Ciò che rende utilizzabile un filmato notturno è l’insieme delle tecnologie di compensazione che lavorano in tempo reale:

  • Day/Night elettronico: il sistema passa automaticamente dalla modalità diurna (colori) a quella notturna (maggiore sensibilità), senza intervento dell’operatore.
  • WDR (Wide Dynamic Range): gestisce scene con zone molto luminose e zone molto scure nella stessa inquadratura — la situazione tipica di una strada con un lampione da un lato e il buio dall’altro.
  • HLC (Highlight Compensation): compensa l’abbagliamento dei fari. Quando un veicolo arriva di fronte alla telecamera con i fari accesi, un sistema senza HLC produce un alone bianco con la targa completamente illeggibile. Con l’HLC, il sistema sopprime le alte luci e restituisce i dettagli — targa inclusa.

In pratica: scrivere “visione notturna” sulla scheda tecnica senza specificare queste tecnologie è come scrivere “impermeabile” su una giacca senza dire fino a quanti millimetri di pioggia regge. Sulla carta è vero, ma sotto un temporale scopri la differenza. La domanda giusta non è se il sistema vede di notte, ma cosa riesce a vedere, a che distanza e con quale grado di dettaglio.


Lettura targhe in notturna: il requisito per un dato probatorio

Questo è il punto dove la questione tecnica diventa giuridica.

La Legge 147/2025 ha legittimato in modo chiaro l’uso della videosorveglianza per l’accertamento delle violazioni ambientali, anche senza contestazione immediata. Ma c’è un requisito implicito che molti trascurano: le immagini devono essere sufficienti a identificare il responsabile.

La Corte di Cassazione (sentenza n. 12476/2024) ha stabilito un principio netto: immagini di videosorveglianza di scarsa qualità non soddisfano i requisiti di gravità e precisione richiesti per un indizio probatorio. In altre parole, un fotogramma sfuocato non è una prova — è un tentativo di prova che un giudice può respingere.

Cosa significa in concreto per chi sceglie una fototrappola? Che la lettura targhe in notturna non è un “nice to have” (un optional, un “sarebbe bello averlo”) — è il requisito minimo perché l’intero investimento abbia senso. Se il filmato non permette di leggere la targa e di associarla a un veicolo identificabile, la sanzione è contestabile. E una sanzione contestata con successo non è solo una mancata entrata: è un precedente che indebolisce tutta l’attività sanzionatoria del Comando.

Perché un filmato notturno diventi un dato probatorio solido, servono quattro elementi che lavorano insieme:

1. Nitidezza sufficiente per la lettura targa. Non basta “intravedere” i caratteri. La targa deve essere leggibile in modo chiaro e inequivocabile nel fotogramma — anche di notte, anche in movimento, anche con i fari del veicolo accesi. Questo richiede un sensore ad alta sensibilità, un’ottica adeguata alla distanza di ripresa e tecnologie di compensazione attive (HLC per i fari, WDR per i contrasti).

2. Timestamp certificato. Ogni fotogramma deve riportare data e ora sincronizzate tramite server NTP conforme al Tempo Coordinato Universale (UTC). Un filmato senza timestamp certificato — o con un orologio interno sfasato — perde valore in sede processuale. I metadati sono oggetto di analisi forense: un’inconsistenza tra orario dichiarato e condizioni di luce visibili nel filmato può invalidare l’intero elemento di prova.

3. Crittografia dei dati. I file video devono essere protetti da crittografia (come AES 256) per garantire che non siano stati alterati dopo la registrazione. Un file video in chiaro, salvato su una MicroSD non protetta, è tecnicamente modificabile da chiunque ne abbia accesso — e questa vulnerabilità è sufficiente a metterne in dubbio l’autenticità.

4. Digital Watermarking. Il watermark digitale assicura l’autenticità e la tracciabilità forense del file: certifica che il video è stato prodotto da quel dispositivo, in quel momento, senza manipolazioni successive. È l’equivalente digitale del sigillo su una busta di prove.

Quando questi quattro elementi sono presenti, il filmato notturno non è solo un’immagine — è un documento con valore probatorio. Quando manca anche uno solo di questi elementi, la catena probatoria si indebolisce. E di notte, dove la qualità dell’immagine è già sotto stress, ogni anello debole pesa di più.


Fototrappola da hobbista o videosorveglianza mobile professionale? Le differenze.

Il confronto tra fototrappole da hobbista e sistemi professionali di videosorveglianza mobile è stato già affrontato in modo generale nell’articolo Come scegliere la videosorveglianza giusta per Comuni e Polizia Locale. Qui ci concentriamo su un aspetto specifico: le prestazioni notturne. Perché è proprio di notte che il divario tra le due categorie diventa incolmabile.

Per rendere immediato il confronto sulle prestazioni notturne, ecco una sintesi dei criteri operativi applicati alle due categorie:

CriterioFototrappola da hobbistaVideosorveglianza mobile professionale
SensoreStandard, bassa sensibilità alla luceAlta sensibilità (pixel grandi, architettura retroilluminata), operativo sotto 0,01 lux
Ripresa notturnaBianco e nero con IR, portata 5-15 mFullHD anche in notturna, con possibilità di visione a colori in condizioni di luce minima
Lettura targhe al buioNon affidabile oltre 5-8 mAffidabile a distanze operative reali (variabili in base all’ottica: da 5 a oltre 40 m)
Gestione fari (HLC)Assente — i fari accecano il sensorePresente — il sistema compensa le alte luci e restituisce i dettagli della targa
Compensazione contrasti (WDR)Assente o basilareAttiva — gestisce scene con zone chiare e scure simultanee
Passaggio giorno/notteManuale o con ritardoAutomatico (Day/Night elettronico)
Crittografia fileAssenteAES 256 su MicroSD
Timestamp certificatoOrologio interno non sincronizzatoSincronizzazione automatica via server NTP (UTC)
Digital WatermarkingAssentePresente — tracciabilità forense del file

Questa tabella non è un giudizio sulle fototrappole da hobbista: sono strumenti validi per il monitoraggio faunistico, il contesto per cui sono state progettate. Ma quando il requisito è produrre prove notturne che reggano in sede processuale per sanzionare l’abbandono di rifiuti, le differenze non sono sfumature — sono requisiti mancanti.

Il punto è questo: una fototrappola da hobbista, di notte, produce un’immagine. Una videosorveglianza mobile professionale produce un dato probatorio. La differenza tra i due device è la differenza tra avere un filmato e avere una sanzione.


Come scegliere l’ottica della videosorveglianza mobile (anche di notte)

La scelta dell’ottica è un passaggio operativo che molti sottovalutano — eppure incide direttamente sulla resa notturna tanto quanto il sensore.

Il principio è semplice: più la scena da riprendere è lontana, più l’ottica deve essere “lunga” (focale maggiore). Ma di notte, ogni metro in più di distanza riduce la quantità di luce che raggiunge il sensore. Scegliere l’ottica sbagliata significa compromettere la leggibilità della targa proprio nelle ore in cui il sistema dovrebbe lavorare di più.

I sistemi professionali di videosorveglianza mobile risolvono il problema con ottiche intercambiabili, ciascuna ottimizzata per un range di distanza specifico. Come già descritto nell’articolo Come funzionano le fototrappole per l’abbandono dei rifiuti, le ottiche disponibili coprono scenari diversi:

  • Ottica 2,8 mm — ideale per contesti ravvicinati, fino a 5 metri. Cassonetti, ingressi di piazzole, aree confinate.
  • Ottica 8 mm — copre in modo ottimale i 5-15 metri (fino a 25 m in luce diurna). Strade secondarie, aree di sosta.
  • Ottica 12 mm — letture affidabili tra 10 e 20 metri (fino a 35 m di giorno). Piazzali, incroci.
  • Ottica 16 mm — lavora tra 15 e 30 metri (fino a 50 m in diurna). Strade a scorrimento, aree più ampie.
  • Ottica 25 mm — opera tra 25 e 40 metri (fino a 80 m con buona illuminazione). Tratti stradali lunghi, aree periferiche.

Di notte, la regola pratica è: il range si accorcia rispetto al diurno. Un’ottica da 8 mm che di giorno legge una targa a 25 metri, di notte garantisce la lettura affidabile entro i 15 metri. Questo non è un limite del sistema — è fisica. Ma è un dato che il Comando deve conoscere per posizionare correttamente il dispositivo.

Scenario pratico: una strada secondaria, punto critico per abbandoni notturni. La distanza tra il punto di posizionamento del dispositivo e il cassonetto dove avvengono gli scarichi è di circa 12 metri. L’ottica da 8 mm garantisce lettura targhe affidabile in notturna a quella distanza. Se la distanza fosse 20 metri, servirebbe la 12 mm. Il posizionamento non è un dettaglio logistico — è parte integrante della strategia operativa.

Un’altra funzione che interviene specificamente nelle ore notturne è il crepuscolare astronomico integrato, disponibile su alcuni modelli come Ekiller Climb. Questo sistema cambia automaticamente le impostazioni video al tramonto e all’alba, in base alle coordinate geografiche del punto di installazione. L’operatore non deve intervenire: il dispositivo si adatta da solo al passaggio giorno-notte, ogni giorno dell’anno, calibrato sulla posizione reale. È la differenza tra un sistema che richiede configurazione manuale a ogni cambio di stagione e uno che lavora in autonomia.

Il principio resta sempre lo stesso: non è il territorio che deve adattarsi alla telecamera, ma la telecamera che deve adattarsi al territorio. Di giorno e di notte.


Oltre 550 Comuni hanno già scelto la videosorveglianza mobile per il contrasto ai reati ambientali

I numeri parlano da soli: oltre 550 Comuni italiani, più di 1.800 dispositivi operativi, oltre 80.000 sanzioni elevate. Comuni di ogni dimensione — dalle grandi città come Padova, Torino e Firenze ai Comuni sotto i 10.000 abitanti — che hanno integrato la videosorveglianza mobile Ekiller nel lavoro quotidiano dei propri Comandi di Polizia Locale.

La lettura targhe in notturna è una delle funzionalità più citate dai Comandanti. I dispositivi Ekiller sono progettati nativamente per operare in qualsiasi condizione di luce: sensori ad alta sensibilità, compensazione automatica dei contrasti, gestione dell’abbagliamento da fari e passaggio automatico giorno-notte. Le registrazioni sono in FullHD, i dati sono crittografati con AES 256 su MicroSD, ogni file è protetto da Digital Watermarking per garantire autenticità e tracciabilità forense. Il timestamp è sincronizzato automaticamente via server NTP conforme al Tempo Coordinato Universale.

In pratica: ciò che Ekiller registra di notte è un dato probatorio completo — non un’immagine da interpretare.

La gamma Ekiller offre soluzioni per scenari notturni diversi:

  • Ekiller F4 — il dispositivo mobile compatto. Si installa in pochi minuti, opera a terra o a palo, con un’autonomia da 5 a 22 giorni. Le ottiche intercambiabili (da 2,8 mm a 25 mm) permettono di calibrare la ripresa notturna sulla distanza reale del punto critico. La lettura targhe è chiara e inequivocabile anche in condizioni di buio completo.
  • Ekiller Climb — la videosorveglianza mobile a palo autoinstallante, con pannello fotovoltaico per autonomia illimitata. Il crepuscolare astronomico integrato regola automaticamente le impostazioni video in base a coordinate e stagione. La telecamera PTZ con zoom ottico 4x consente di adattare l’inquadratura da remoto, anche di notte.
  • Ekiller Spyder — il sistema a lungo raggio, operativo fino a 450 metri di distanza. Dotato di zoom ottico 31x e IR fino a 100 metri, è indicato per il monitoraggio di aree estese e per le attività di Polizia Giudiziaria dove la distanza tra operatore e scena è un requisito.

“Quando mi hanno chiamato per l’ennesima segnalazione, sapevo già cosa avrei trovato: sacchi di spazzatura gettati in piena notte. […] Poi abbiamo provato Ekiller. Ed è lì che è cambiato tutto. Abbiamo installato i dispositivi nelle zone critiche. Dopo pochi giorni, avevamo già le registrazioni dei primi trasgressori. Ripresi, identificati e multati.” — A. Novara, già Comandante di Polizia Locale, Ribera


Domande frequenti sulle fototrappole di notte

Le fototrappole funzionano davvero di notte?

Sì, ma con differenze enormi a seconda della tecnologia. Le fototrappole da hobbista producono immagini in bianco e nero con infrarossi a portata limitata (5-15 metri), insufficienti per leggere le targhe. I sistemi professionali di videosorveglianza mobile utilizzano sensori ad alta sensibilità che operano sotto 0,01 lux, con riprese in FullHD anche in condizioni di buio quasi totale. La differenza è tra un’immagine e una prova.

Come si leggono le targhe al buio con una fototrappola?

La lettura targhe in notturna richiede tre elementi che lavorano insieme: un sensore ad alta sensibilità capace di catturare dettagli con luce minima, un’ottica adeguata alla distanza di ripresa (più la targa è lontana, più serve un’ottica con focale lunga) e la tecnologia HLC che compensa l’abbagliamento dei fari. Senza HLC, quando un veicolo arriva di fronte alla telecamera con i fari accesi, la targa diventa un alone bianco illeggibile.

Qual è la differenza tra infrarossi e visione notturna a colori?

Gli infrarossi illuminano la scena con luce invisibile e producono immagini in bianco e nero. La visione notturna a colori, resa possibile da sensori di ultima generazione, sfrutta anche la più piccola fonte di luce ambientale per restituire immagini a colori. Il colore non è estetica: permette di distinguere il colore del veicolo, degli abiti, del contenuto scaricato — informazioni che in un verbale possono risultare determinanti.

Le riprese notturne delle fototrappole sono valide come prova?

Sì, a condizione che rispettino precisi requisiti tecnici. La Corte di Cassazione ha stabilito che immagini di scarsa qualità non soddisfano i requisiti di gravità e precisione indiziaria. Perché un filmato notturno abbia valore probatorio, deve garantire: nitidezza sufficiente per la lettura della targa, timestamp certificato (sincronizzato via NTP/UTC), crittografia dei dati (AES 256) e Digital Watermarking per la tracciabilità forense. Se manca anche uno di questi elementi, la sanzione è contestabile.

A che distanza una fototrappola legge le targhe di notte?

Dipende dall’ottica montata. Con un sistema professionale dotato di ottiche intercambiabili: l’ottica 2,8 mm garantisce lettura fino a 5 metri, la 8 mm fino a 15 metri in notturna (25 m di giorno), la 12 mm fino a 20 metri (35 m di giorno), la 16 mm fino a 30 metri (50 m di giorno), la 25 mm fino a 40 metri (80 m di giorno). Di notte il range si accorcia rispetto al diurno per ragioni fisiche (meno luce disponibile), ma con i sensori ad alta sensibilità la differenza è gestibile.

Serve illuminazione artificiale per usare le fototrappole di notte?

No, se il sistema è professionale. I sensori ad alta sensibilità dei sistemi di videosorveglianza mobile professionali operano anche sotto 0,01 lux — una luminosità inferiore a quella di una notte senza luna. Non è necessaria illuminazione artificiale supplementare, il che rende il sistema operativo anche in aree prive di lampioni, strade secondarie e zone rurali.

Come si gestisce il controluce dei fari nelle riprese notturne?

La tecnologia HLC (Highlight Compensation) è specificamente progettata per questo. Quando un veicolo si avvicina con i fari accesi, il sistema identifica le aree sovraesposte e le compensa in tempo reale, restituendo i dettagli della targa e della scena circostante. Senza HLC — situazione tipica delle fototrappole da hobbista — i fari “accecano” il sensore e la targa scompare dietro un alone bianco. Con l’HLC attiva, la targa resta leggibile anche con i fari puntati dritto verso l’obiettivo.


La notte non è un ostacolo. È un filtro.

Filtra i sistemi che registrano da quelli che producono prove. Filtra chi ha scelto per prezzo da chi ha scelto per risultato. Filtra le sanzioni che reggono da quelle che vengono annullate.

Chi oggi deve decidere come presidiare il proprio territorio nelle ore in cui gli abbandoni si concentrano di più, ha tutti gli elementi per fare una scelta informata. E i requisiti tecnici e normativi che abbiamo visto in questo articolo indicano una direzione chiara: servono sistemi progettati per funzionare prima di tutto di notte — non sistemi diurni con una modalità notturna aggiunta come ripiego.

Se vuoi vedere come funziona la videosorveglianza mobile Ekiller nel tuo Comune — di giorno e di notte — puoi richiedere una dimostrazione gratuita compilando il modulo di contatto.

Ultimo aggiornamento il 07/04/2026

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Stefano Amato
CEO & Founder di Ekiller

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Giuliano Panierino profile picture
Giuliano Panierino
20:01 29 Jan 24
Un sistema di videosorveglianza mobile veramente efficace contro gli abbandoni di rifiuti ma non solo: utile anche in operazioni di polizia giudiziaria! Giuliano Panierino, Comandante della Polizia Locale di Campobello di Mazara.
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spider68
18:10 29 Jan 24
Persone qualificate e professionali.. consigliatissimo..
Pasquale Amato profile picture
Pasquale Amato
17:53 24 Oct 23
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antonino mammana
09:16 02 Oct 23
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vito rizzo
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Terry Vitanza profile picture
Terry Vitanza
14:37 18 Sep 23
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Roberto Bocchieri profile picture
Roberto Bocchieri
16:16 12 Sep 23
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Linda
09:30 08 Sep 23
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